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Quaderni di Formazione online

Periodico di formazione on line a cura del centro studi e iniziative per la riduzione del tempo individuale di lavoro e per la redistribuzione del lavoro sociale complessivo

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L'assurdità dei sacrifici

 

Introdotto da Giovanni MAZZETTI

“Ogni sterlina

risparmiata

è un’occupazione

cancellata”

Le virtù del risparmio, demolite dal più geniale economista di questo secolo.

In un discorso radiofonico del 1933, lord Keynes spiega agli ascoltatori perché il risparmio e i tagli distruggono lavoro e rendono più povera la società.

Nella loro semplicità, le idee che rivoluzionarono l’economia dopo la grande crisi del 1929.

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Perché proporre oggi ai lettori italiani una conversazione radiofonica di John M. Keynes, su Spesa e risparmio, che ebbe luogo nel gennaio del lontano 1933? La ragione è abbastanza semplice: perché le cose che Keynes cercò di esporre in quell’occasione, e nei suoi altri interventi di quel periodo, non sono ancora entrate a far parte del comune sapere dei cittadini dei paesi economicamente maturi. E in questo gli italiani non fanno eccezione.

D’altronde, come cercheremo di mostrare in questa breve introduzione, si tratta di questioni che hanno una grande rilevanza ai fini della comprensione delle difficoltà economiche che gravano sulla società contemporanea e della spiegazione delle cause dell’odierna disoccupazione di massa.

Il sapere sociale è incapace di far fronte a questa situazione, e si macera da un ventennio in ricorrenti riti sacrificali, favoriti dal riemergere delle ideologie conservatrici, appunto perché è ancora impastato di rappresentazioni, esperienze, concetti che risalgono al periodo che precedette l’affermarsi dello Stato Sociale e ignora l’ABC della rivoluzione keynesiana. Tutto lo sviluppo che ha avuto luogo nel trentennio antecedente al momento in cui è esplosa l’attuale crisi non riesce pertanto ad essere compreso; e ancora meno si riescono ad afferrare i problemi che a quello sviluppo sono conseguiti. Per questo la società torna lentamente sui suoi passi e subisce un lacerante impoverimento. Al mancato progresso nella comprensione dei processi sociali che hanno consentito l’arricchimento, deve necessariamente conseguire un regresso materiale.

Ultima modifica: 30 novembre 2020