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Quaderni di Formazione online

Periodico di formazione on line a cura del centro studi e iniziative per la riduzione del tempo individuale di lavoro e per la redistribuzione del lavoro sociale complessivo

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Spiragli - Indizi della possibilità o impossibilità di un altro comunismo

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Presentazione

 

Pubblichiamo di seguito uno scritto inedito di inizio 1992 nel quale affrontavamo il problema appena esploso della possibilità o meno di un futuro per il movimento comunista, messo in discussione per il senso comune dal crollo dei regimi comunisti dei paesi dell’Est. Il testo fu oggetto di un’approfondita discussione nell’Associazione Comunista Aldo Pinci di Roma, che da anni si confrontava con la crisi del Partito Comunista Italiano e della società e con i tentativi di interpretarla da parte degli intellettuali progressisti. Il lavoro di riflessione trovò poi uno sbocco nella pubblicazione da parte degli Editori Riuniti, a fine ’92, del testo Dalla crisi del comunismo all’agire comunitario (raccolto in sette quaderni di formazione del Centro Studi nel 2019).

La ragione per riprendere le tematiche svolte all’epoca sta nel fatto che, per dirla con Keynes, ebbero allora sul partito e sulla società “l’effetto che l’acqua ha sul dorso di un’anatra”, cioè nullo. Oggi, a trent’anni di distanza nessuno ancora riconosce il problema della sopravvenuta difficoltà di riprodurre il lavoro. Oggi a trent’anni di distanza si continua a ripetere che la politica è stata investita da una crisi radicale, ma si rinuncia a cercare di comprendere le cause di questo fenomeno ormai eclatante, considerandolo come un fatto accidentale.

La riflessione svolta all’epoca mostra invece tutta la sua validità nell’anticipare la situazione nella quale abbiamo finito col trovarci attualmente. Il progressivo dissolversi della politica è stato confermato dal susseguirsi di ben quattro (!) “governi tecnici” tenuti a galla ogni volta da improbabili coalizioni di “unità nazionale”, la cui unica finalità è di fingere che tutto vada solo “rimesso a posto” così com’era.

 

Due parole sull’interlocutore privilegiato della nostra riflessione. De Giovanni, all’epoca, era un intellettuale di riferimento per la sinistra.

Non era uno di quei parvenu che avevano deciso di aderire al PCI nel momento della sua ascesa elettorale, ma uno di coloro che avevano contribuito a consolidare il pensiero comunista ben prima della crisi degli anni ottanta. Purtroppo, la catastrofe che è conseguita all’aggravarsi della crisi lo ha visto allontanarsi sempre di più dal solco che aveva contribuito a tracciare. Non è un caso che dopo aver a suo tempo osannato il governo Monti, è recentemente intervenuto facendo l’apologia di Draghi, che “avrebbe finalmente permesso il ritorno della politica nella nostra democrazia”.

 

Ultima modifica: 03 Settembre 2021