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Quaderni di Formazione online

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Riflessioni critiche sul contributo di John Maynard Keynes alle prospettive future

Contributi scritti al dibattito a cura di Gabriele Serafini, Giovanni Mazzetti e di Mauro Parretti

 

 

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Presentazione

 

Alla fine del mese di maggio l’ARELA ha tenuto il solito incontro mensile sui problemi teorici che giustificano la prospettiva di una  redistribuzione generale del lavoro attuata con una drastica riduzione dell’orario individuale a parità di retribuzione.

In quell’occasione è stata approfondita una differenza radicale sul modo di interpretare il contributo teorico di Keynes alle future prospettive di sviluppo.  Com’è noto Keynes sosteneva che un secolo dopo l’attuazione dei provvedimenti per cui si batteva, sarebbe inevitabilmente emersa una difficoltà di riprodurre il rapporto di lavoro.  Conseguentemente suggeriva di affrontare il problema attraverso una drastica riduzione dell’orario individuale di lavoro (a tre ore giornaliere e non più di quindici ore settimanali).  Egli era consapevole delle resistenze che la società avrebbe frapposto alla accettazione di questa strategia, appunto perché il lavoro avrebbe finito con l’essere identificato con la forma immanente della produzione.

I contributi scritti al dibattito, che hanno preceduto la discussione, sono del Prof. Gabriele Serafini,  di Giovanni Mazzetti e di Mauro Parretti.

Ultima modifica: 20 Settembre 2023