Cookie Policy     Chiudi

Questo sito non utlizza cookies.
Per maggiori informazioni leggi la nostra Cookie Policy

Quaderni di Formazione online

Periodico di formazione on line a cura del centro studi e iniziative per la riduzione del tempo individuale di lavoro e per la redistribuzione del lavoro sociale complessivo

20

21

2020

2019

2018

2017

2016

La controversia sui lavori socialmente utili

 

Disoccupazione e lavori socialmente utili (G. Lunghini)

L’illusione del ritorno a Keynes (G. Mazzetti)

La necessità di trovare soluzioni per il presente

Lavori socialmente utili o redistribuzione del lavoro? (G. Mazzetti)

Dialogo sui lavori socialmente utili (Bruno Morandi e G. Mazzetti)

 

Scarica il Quaderno

Presentazione

 

Nel corso del 1992 e del 1993, quando sembrava che le forze progressiste si interrogassero ancora sull’effetto dell’innovazione tecnologica sulla riproduzione del lavoro, si svilupparono ampi dibattiti sui possibili rimedi alla disoccupazione crescente.

 

Due approcci si contendevano il campo: la proposta dei “lavori socialmente utili”, avanzata da Lunghini e raccolta dai sindacati e da una parte dei partiti di sinistra, e la proposta del reddito di cittadinanza, portata avanti soprattutto dai movimenti non istituzionali della sinistra.  A latere, con un’attenzione della società decisamente marginale, faceva capolino la proposta di una terza strategia: quella della drastica riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, con la redistribuzione del lavoro necessario e produttivo fra tutti.

 

Nonostante il Centro Studi, allora ancora in formazione, non si sottraesse al confronto critico con i sostenitori delle altre due proposte, non ci fu una reale evoluzione culturale.  Tutto restò sulla carta, senza contribuire in alcun modo ad un rafforzamento dei lavoratori.

 

Poiché da allora i problemi non sono cambiati, anche se nel frattempo si è dimostrato che il reddito di cittadinanza non è altro che una sacrosanta indennità di disoccupazione, pomposamente promossa a istituto salvifico dalla proiezione fantastica da chi la propugna, e gli stessi sostenitori dei lavori socialmente utili hanno dovuto fare retromarcia, ribattezzando la loro proposta come tesa a creare “lavori concreti”, per l’effetto disastroso delle iniziative che si erano rivestite di quel nome, riproponiamo qui il confronto tra Lunghini e Morandi, da una parte, e Mazzetti dall’altra.  Si tratta di parte di una serie di articoli pubblicati all’epoca su Critica Marxista, Fuorilinea, e il Cerchioquadrato, poi raccolti in un volumetto a cura della Manifestolibri.

 

 

Ultima modifica: 04 Maggio 2021