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Quaderni di Formazione online

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Prima che giunga il termine

Riflessioni odierne sulla difficoltà di spingersi

 

Oltre il pieno Impiego

Pur disponendo di una teoria della crisi e della nuova base della ricchezza

 

Capitolo 11

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Presentazione

 

Pubblichiamo di seguito l’undicesimo capitolo del testo del 1984 “Oltre il pieno impiego”. L’analisi si sofferma sulla dinamica evolutiva che sarebbe dovuta scaturire dal fatto che la politica keynesiana del pieno impiego, indubbiamente efficace per un trentennio dal dopoguerra, in quegli anni stava entrando in crisi. Le considerazioni sui pregi e sui limiti dell’analisi seguono nelle Glosse autocritiche apposto in fondo al testo.

Glosse (auto)critiche

 

Il testo descrive con grande chiarezza il processo storico che sarebbe dovuto seguire alla crisi delle politiche keynesiane del pieno impiego.  Come Keynes aveva previsto nella stessa Teoria generale, una politica di redistribuzione del lavoro sarebbe dovuta succedere alla politica del pieno impiego, che egli proponeva come risposta alla Grande Crisi.  Ciò perché, come scrive già dall’inizio degli anni trenta, sarebbe via via diventato più difficile riprodurre il lavoro, anche continuando a ricorrere alle politiche per le quali si era battuto per un ventennio.

Lo svolgimento dell’analisi contenuta nel testo dava però per certo che l’evoluzione in questione sarebbe intervenuta.  Ed è proprio questo il suo limite, perché non solo quell’evoluzione non è intervenuta, ma non c’è alcun segnale che essa venga presa in considerazione ancora oggi, dopo ben quarant’anni di crisi.

L’errore stava soprattutto nel non aver pienamente colto la componente negativa della contraddizione.  Quest’ultima non costituisce da subito una guida all’azione, come in qualche modo si lascia intendere nel testo.  Al contrario, essa si manifesta dapprima come una vera e propria forma di accecamento sociale.  Gli individui perdono cioè il senso del loro stesso fare, ma non sono affatto in grado di elaborare con facilità un orientamento alternativo.  D’altra parte, agendo come avevano imparato a fare nella fase storica precedente, producono sempre effetti diversi da quelli attesi e spesso negativi.

In particolare, il testo è incappato in due errori fondamentali:

il primo è stato quello di presumere che dalla coscienza di classe, che aveva permesso di battersi efficacemente dal dopoguerra per la conquista dei diritti sociali, i lavoratori sarebbero stati in grado di passare ad una forma di coscienza superiore, nella quale avrebbero cominciato ad agire con una maggiore consapevolezza delle dinamiche sociali, che cominciavano a disgregare strutturalmente i rapporti capitalistici.

Il secondo consisteva nel proiettare nelle giovani generazioni un potere che li avrebbe messi in grado di esprimere i nuovi bisogni in forme coerenti con le condizioni di cui cominciavano a godere.

Entrambi questi sviluppi non sono intervenuti, ed era ingenuo credere che potessero scaturire meccanicamente dallo sviluppo economico intercorso.  La classe operaia ha subito passivamente la sua dissoluzione come classe, senza che gli individui che la componevano cominciassero a porsi come individui consapevoli dei presupposti del nuovo mondo in difficile gestazione.  Dal canto loro, i giovani hanno creduto di poter godere positivamente delle nuove forze produttive scaturite dallo sviluppo economico, senza affrontare le sofferenze e i conflitti che si accompagnavano inevitabilmente ai cambiamenti strutturali della società.

Il testo indulge, in qualche modo, in un errore dello stesso tipo.  Trasforma il negativo dell’incapacità di riprodurre il lavoro nella capacità di subordinare il tempo liberato dal progresso tecnico allo svolgimento di attività sociali superiori, con la conquista quasi spontanea dell’obiettivo di redistribuire il lavoro.

È vero che qua e là si evidenzia che l’obiettivo avrebbe dovuto affermarsi in modo retroverso.  Ma in nessun luogo si esplicita che ciò sarebbe stato foriero dell’instaurarsi di uno stato di confusione generalizzato, nel quale la società avrebbe finito col restare intrappolata

Ultima modifica: 16 Gennaio 2023