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Oltre il capitalismo per scelta o per necessità? (Da l’uomo sottosopra) (Prima parte)

 

Quaderno Nr. 4/2017

Formazione online - Periodico di formazione on line a cura del centro studi e iniziative per la riduzione del tempo individuale di lavoro e per la redistribuzione del lavoro sociale complessivo

 

 

 

GIOVANNI MAZZETTI

2017

2016

Presentazione

Come abbiamo accennato più volte nei precedenti quaderni, il mondo sviluppato sta attraversando, non solo ora ma da decenni, una fase di profonda crisi strutturale.  Quando si sente ripetere che “i giovani non hanno di fronte a loro un futuro”, si sta solo implicitamente riconoscendo che il normale processo riproduttivo è bloccato, e la società si dimostra incapace di comprendere la natura di questo blocco. Proprio questa incapacità fa precipitare il sistema in uno stato confusionale generale, perché gli individui non accettano di essere finiti in una situazione contraddittoria, cioè in una situazione che trascende la capacità di comprendere i fenomeni sociali così come l’abbiamo acquisita con la cultura ereditata. Invece di convenire che il negativo di cui soffriamo ha un fondamento soprattutto in questa incapacità, che ci rende estranea una realtà che noi stessi abbiamo prodotto, quasi tutti si affannano a cercare dei presunti colpevoli della situazione negativa e a proporre soluzioni che, non richiedendo una qualsiasi elaborazione culturale innovativa, appaiono ingannevolmente semplici e pianamente attuabili (uscita dall’euro; emissione di titoli di credito fiscale; reddito di cittadinanza; ecc.).

Tutto ciò favorisce un approccio nel quale coloro che si battono per il cambiamento non riconoscono che, soprattutto nelle fasi di crisi, il mutamento delle circostanze e dell’attività umana richiedono un concomitante processo di autotrasformazione dell’individualità sociale.

Pochi sanno che quando iniziò la crisi ci furono alcuni intellettuali che cercarono di misurarsi seriamente con i problemi emersi, senza però riuscire ad afferrare il bandolo della matassa.  Tra questi il più importante fu indubbiamente Claudio Napoleoni, le cui riflessioni critiche finirono però con l’essere travolte dalla sua prematura scomparsa, e dall’abbandono da parte di molti suoi colleghi e allievi di qualsiasi approccio critico.

Poiché proprio questa negligenza continua ad ostacolare una chiara comprensione dell’evoluzione in corso, riprendiamo in questo quaderno, e nei prossimi due, il testo di un nostro serrato confronto con quello studioso, che all’epoca pubblicammo col titolo L’uomo sottosopra.

Spesso si crede che la difficoltà di afferrare i problemi in cui siamo incappati derivi dal fatto che non siamo in grado di elaborare un sapere specialistico corrispondente.  Tant’è vero che si continua a dare la parola prevalentemente agli economisti.  Tuttavia, a nostro avviso, le cose stanno diversamente.  Nella nostra società, infatti, la cultura dominante poggia su un sapere derivato da una serie di luoghi comuni che costituivano un sapere valido per il passato, ma che sono diventati del tutto inconsistenti nei confronti della realtà che abbiamo prodotto.  Ciò non ci permette di impostare i problemi sopravvenuti in modo coerente.  Detto in altri termini: non è questo o quell’aspetto della dinamica sociale a sfuggirci, ma una chiara esperienza dei limiti della forma di proprietà che contribuisce a configurare la nostra individualità.

 

L’approfondimento di questa tematica si articola nel modo seguente:

 

Parte prima (Quaderno n. 4/2017)

1. Quale approccio al problema dell'alienazione?

Dov'è la porta?

2. Rifondare l'economia politica o spingersi al di là di essa?

Che cos'è l'alienazione secondo Napoleoni

3. Per un approccio non mistico alla questione dell'alienazione

L'alienazione svelata

 

Parte seconda (Quaderno n. 5/2017)

1. L'alienazione e il metodo della scienza

2. Scienza e critica: due forme opposte del sapere?

3. Per una conoscenza coerente con la condizione umana

L'uomo come realtà in formazione

4. Alienazione, utopia e feticismo

 

Parte terza (Quaderno n. 6/2017)

1. La nostra alienazione attuale e i compiti che essa impone

Appagamento volgare o coerente insoddisfazione?

Quale forma assume la fuoriuscita dal capitalismo?

2. Il principio propulsore dei cambiamenti di questo secolo

Lo statalismo come coerente evoluzione del capitalismo

L'uomo contemporaneo: un analfabeta della socialità

3. Conclusioni

Quanti sono interessati ad approfondire i problemi contenuti nei testi di volta in volta proposti possono farlo scrivendo a bmazz@tin.it.

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