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 Un governo di ciechi in un paese di ciechi

Non più di tre o quattro settimane fa la trasmissione Report ha mandato in onda la registrazione di una vecchia trasmissione radiofonica della BBC, nella quale John M. Keynes veniva intervistato. Data la sua brevità vale la pena di riportarla.

 

L’intervistatore: Le ho chiesto dove procurarsi il denaro. Il denaro non c’è e lei mi risponde che è solo una questione tecnica. Si spieghi, l’Inghilterra l’ascolta.

 

John M. Keynes: Vi racconterò come risposi ad un famoso architetto che aveva grandi progetti per la ricostruzione di Londra, ma li accantonò quando si chiese “dov’è il denaro per realizzare tutto questo?” “Il denaro?”, feci io. “Non costruirete mica le case con il denaro?!” “Volete forse dire che non ci sono abbastanza mattoni, calce e cemento?” “O no”, rispose lui, “c’è abbondanza di mattoni, calce e cemento”. “Volete allora dire che non ci sono abbastanza operai e architetti?” “O no”, rispose lui, “ci sono abbondanti operai e architetti”. “Bene”, dissi io, “se ci sono mattoni, calce e cemento, e operai e architetti, perché non mettere insieme tutto ciò per realizzare le cose di cui abbiamo bisogno?”

 

Settant’anni dopo, con una capacità produttiva decine di volte superiore a quella dell’epoca e con una forza lavoro molto più acculturata di quella di allora, si sente ancora il governo ripetere il mantra secondo il quale non si potrebbe far nulla perché non ci sono i soldi, con una ignorante confusione dei soldi, che rappresentano solo una forma di rapporto, con le risorse, che costituiscono le condizioni materiali per poter soddisfare bisogni.

 

Il superamento della confusione tra denaro e risorse è l’ABC della modernità. Un governo può continuare ad ignorare questo ABC, perché il popolo che lo giudica è altrettanto ignorante, e crede che se “non ci sono i soldi”, gli operai disoccupati, gli architetti a spasso, i mattoni, la calce, il cemento, ecc. non ci siano.

 

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