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“Di fatto, il regno della libertà comincia soltanto là dove cessa il lavoro determinato dalla necessità e finalità esterna; si trova quindi per sua natura oltre la sfera della produzione materiale vera e propria... La libertà in questo campo può consistere soltanto in ciò, che l’uomo socializzato, cioè i produttori associati, regolano razionalmente questo loro ricambio organico con la natura, lo portano sotto il loro comune controllo, invece di essere da esso dominati come da una forza cieca; che essi eseguano il loro compito con il minore possibile impiego di energia e nelle condizioni più adeguate alla loro natura umana e più degne di essa. Ma questo rimane sempre un regno della necessità. Al di là di esso comincia lo sviluppo delle capacità umane, che è fine a se stesso, il vero regno della libertà, che tuttavia può fiorire soltanto sulle basi di quel regno della necessità. Condizione fondamentale di tutto ciò è la riduzione della giornata lavorativa". (Karl marx - Il Capitale - Libro Terzo - Cap. 48 - Pag. 933 Editori Riuniti)

Quaderni di Formazione online

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Contro i sacrifici

Governo di tecnici o congrega di maldestri stregoni ?

La paura e il dubbio e precauzioni di tipo ipocondriaco ci stanno bloccando al chiuso. Abbiamo invece bisogno del respiro della vita. Non c’è nulla di cui aver paura. Al contrario. Il futuro ci riserva molta più ricchezza e libertà economica e opportunità di vita di quante non ne abbiamo mai godute in passato. Non c’è alcuna ragione per non sentirsi audaci, aperti alla sperimentazione, attivi e alla ricerca delle possibilità. Là di fronte a noi, a bloccare la via non ci sono altro che un po’ di anziani signori, stretti nei loro abiti talari, che hanno bisogno di essere trattati con un po’ di amichevole irriverenza e buttati giù come birilli”.  John M. Keynes

Contro la barbarie sulla previdenza

Dini, Amato Maroni, Fornero, Monti, Renzi, Boeri; come un popolo di ignoranti ha distrutto un patrimonio culturale fondamentale.

Ciò che chiamiamo barbarie è, in genere, un comportamento distruttivo. Rinvia ad uccisioni di massa, alla devastazione di templi, edifici pubblici, residenze vie di comunicazione, e di altri elementi di una civiltà da parte di popolazioni meno acculturate. Un evento ripetutosi spesso nella storia, che ha comportato la disgregazione della forma di vita che si esprimeva attraverso quelle strutture e le istituzioni corrispondenti. L'idea che il barbaro appartenga sempre ad una società meno evoluta è però ingenua ...

Come uscire dal fallimento del neoliberismo? Il direttore del Centro Studi e Iniziative per la Redistribuzione del Lavoro risponde all'articolo dello storico dell'economia Emanuele Felice

Lo storico dell'economia Emanuele Felice evoca sulle pagine dell’Espresso un intervento dello Stato in economia come pratica salvifica.

Si tratta però di una fiducia malriposta.

Se si fa giustamente appello a Keynes per ricordare “la capacità di crescita economica” che caratterizzò il Welfare keynesiano tra il 1945 e il 1975, non bisogna però dimenticare ciò che lo stesso Keynes aveva anticipato (in Prospettive economiche per i nostri nipoti, 1930): le politiche economiche che proponeva sarebbero state efficaci solo per una fase storica. E già noi, suoi nipoti, ci saremmo trovati in una situazione che avrebbe imposto ulteriori cambiamenti sociali rispetto a quelli per i quali lui si era battuto dal 1919 al 1945 ... continua la lettura

Reddito di cittadinanza? Critica di una scorciatoia sbagliata

“Reddito minimo e il lavoro esce dalla schiavitù”, titola l’articolo di Piero Bevilacqua ...

La società odierna non è travolta solo dal dilagare delle fake news (alias panzane), ma anche da un’incessante ripetizione di ecolalie, cioè di espressioni o slogan che tutti echeggiano solennemente senza sapere che cosa significhino.

Come i bambini che soffrono di questo disturbo hanno appreso meccanicamente quei termini, che rimbalzano senza significato in continuazione ...

Lavori socialmente utili o redistribuzione del lavoro ?

Ogni tentativo di trascendere il rapporto di lavoro salariato quando questo rapporto assicura il normale svolgimento della  ...

Emeroteca

Intervista a Giovanni Agnelli (Senior)

La Stampa della Sera del 29-30 Giugno 1932. Intervistatore: Ma praticamente quale dovrebbe essere ora il mezzo ? Senatore Giovanni Agnelli: Ridurre le ore di lavoro, aumentando proporzionalmente il salario ... Continua la lettura su

- Archivio Storico de La Stampa ...

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- Carteggio Einaudi - Agnelli (fonte www.luigieinaudi.it)

Luigi Eiunaudi - La questione delle 8 ore di lavoro

... ... credo che allora soltanto una legislazione sul lavoro, quale è quella vagheggiata dall’Albertini, sarà possibile quando le classi lavoratrici eserciteranno una pressione più forte sugli organi legislativi e  ... Continua la lettura su ...

- Link esterno sul sito Critica Sociale

- Scarica il pdf dell'articolo di Luigi Einaudi

- Scarica il pdf del Libro La questione delle 8 Ore di Luigi Albertini

Il Capitale - Libro I Capitolo VIII -

La giornata lavorativa

Tutti i limiti, di morale e di natura, di sesso e di età, di giorno e di notte, furono spezzati. Perfino i concetti di giorno e di notte, che nei vecchi statuti erano semplici, alla contadina, si confusero tanto che un giudice inglese del 1860 dovette ricorrere a un acume veramente talmudistico per spiegare "con valore di sentenza" quel che sia la notte e quel che sia il giorno. Il capitale celebrava le sue orge. ... continua la lettura ...

Come le maree che si susseguono ciclicamente, si torna a parlare di tagli alle pensioni.  Questa volta in rapporto alla proposta di finanziamento del cosiddetto “reddito di cittadinanza” avanzata dai Cinque Stelle.  Interviene sul Fatto Economico del 20 dicembre il Prof. Arrigo (Taglio alle pensioni d’oro:  ecco perché non si può parlare di un’ingiustizia) per sostenere che, anche se si procedesse a tagli a partire da un ammontare di 3.000 euro lordi mensili, non ci sarebbe alcuna ingiustizia. ... Continua ...

Il Pil è morto, lunga vita al PIL

Commento di Giovanni Mazzetti all'articolo del Prof. Andrea Zohk

Egregio Prof. Andrea Zhok,

ho trovato la sua “provocazione” sul PIL, pubblicata sull’Espresso del 22 ottobre, estremamente lucida e coerente. Provo a fare qualche breve riflessione aggiuntiva sul tema che spero possa interessarla.

Perché qualcuno - ma certamente non Kutnes, né Keynes che lo consideravano solo come una misura del prodotto monetario - ha accostato il PIL al benessere?  Per la semplice ragione che fino a ieri la misura della soddisfazione dei bisogni della società era più o meno grossolanamente fornita dalla quantità di lavoro erogata nel periodo considerato ... Continua ...

TREDICI TESI

PER LA LIBERTÀ CHE MANCA

(Introduzione dell'opera Alla scoperta della libertà che manca pubblicato in 5 quaderni di formazione online)

I

Nella nostra società siamo abituati a considerare la libertà della quale godiamo come un semplice dato, cioè come un qualcosa di cui ciascuno di noi sarebbe titolare per natura e la cui forma sarebbe, quindi, univoca e insuperabile.  Questo luogo comune è però contraddetto dalla storia. Gli esseri umani hanno di volta in volta dovuto produrre la specifica libertà che ha finito col caratterizzare le loro relazioni, consentendo un coerente svolgimento della loro esistenza collettiva e un superamento delle preesistenti limitazioni.  Anche se poi hanno quasi sempre vissuto la nuova conquista con la nostra stessa ingenuità odierna, cioè come un qualcosa di “naturale”, di “definitivo”

... Continua ...

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Iniziative

Interviste, saggi

The means to prosperity

John Maynard Keynes

(link esterno)

"Siamo già nel 1929..."

Intervista di Valentino Parlato a Federico Caffè del 14/11/1979 - il Manifesto ... continua ...

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Risorse della rete

Giovanni Mazzetti,

Responsabile del Centro Studi e Iniziative dell'Associazione per la Redistribuzione del Lavoro

Ultima modifica: 04 Marzo 2019