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“Di fatto, il regno della libertà comincia soltanto là dove cessa il lavoro determinato dalla necessità e finalità esterna; si trova quindi per sua natura oltre la sfera della produzione materiale vera e propria... La libertà in questo campo può consistere soltanto in ciò, che l’uomo socializzato, cioè i produttori associati, regolano razionalmente questo loro ricambio organico con la natura, lo portano sotto il loro comune controllo, invece di essere da esso dominati come da una forza cieca; che essi eseguano il loro compito con il minore possibile impiego di energia e nelle condizioni più adeguate alla loro natura umana e più degne di essa. Ma questo rimane sempre un regno della necessità. Al di là di esso comincia lo sviluppo delle capacità umane, che è fine a se stesso, il vero regno della libertà, che tuttavia può fiorire soltanto sulle basi di quel regno della necessità. Condizione fondamentale di tutto ciò è la riduzione della giornata lavorativa". (Karl marx - Il Capitale - Libro Terzo - Cap. 48 - Pag. 933 Editori Riuniti)

Quaderni di Formazione online

Emeroweb

LAVORARE MENO A PARITÀ DI SALARIO, UNA LOTTA CHE UNISCE I LAVORATORI

… al centro della proposta dell’autore la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario lungo l’arco della vita ...

OLTRE IL REDDITO DI CITTADINANZA: DIRITTO AL LAVORO PER TUTTI

… Solo lo studio dell’analisi economica marxista permette di rilanciare, ancora oggi, l’obiettivo della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario come principale rivendicazione …

MAGNETI MARELLI DIVENTA GIAPPONESE: "COSÌ FCA VENDE I PEZZI MIGLIORI"

… Una situazione quella degli stabilimenti Fca che riporta l’attualità della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e il ripristino delle pause tagliate dal Ccsl …

Contro la “superCazzola” del

conflitto tra generazioni

La società odierna non è travolta solo dal dilagare delle fake news (alias panzane), ma anche da un’incessante ripetizione di ecolalie, cioè di espressioni o slogan che tutti echeggiano solennemente senza sapere che cosa significhino.

Come i bambini che soffrono di questo disturbo hanno appreso meccanicamente quei termini, che rimbalzano senza significato in continuazione ...

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Biblioteca

Gli austeri

Puntata di Report del 12/05/2013

Michele Buono è partito dalle parole di Keynes nell'intervista alla BBC del 1942

ANNUNCIATORE: Le chiesto da dove proviene il denaro, signor Keynes. Il denaro non c’è, e lei mi isponde che è solo una questione tecnica! Il Regno Unito la sta acoltando.

JOHN MAYNARD KEYNES:  racconterò come risposi a un famoso architetto che aveva dei grandi progetti per la ricostruzione di Londra, ma li mise da parte quando si chiese: ”Dov’è il denaro per fare tutto questo?”. “Il denaro? – feci io – non costruirete mica le case col denaro? Volete dire che non ci sono abbastanza mattoni e calcina e acciaio e cemento?”. “Oh no – rispose – c’ è abbondanza di tutto questo. “Allora intendete dire che non ci sono abbastanza operai?”. “Gli operai ci sono, e anche gli architetti”. Bene, se ci sono mttoni, acciaio, cemento, operaie architetti, perché non trasformare in case tutti questi materiali?”. Insomma possiamo permetterci tutto questo e altro ancora.

Contro la barbarie sulla previdenza

Dini, Amato Maroni, Fornero, Monti, Renzi, Boeri; come un popolo di ignoranti ha distrutto un patrimonio culturale fondamentale.

Ciò che chiamiamo barbarie è, in genere, un comportamento distruttivo. Rinvia ad uccisioni di massa, alla devastazione di templi, edifici pubblici, residenze vie di comunicazione, e di altri elementi di una civiltà da parte di popolazioni meno acculturate. Un evento ripetutosi spesso nella storia, che ha comportato la disgregazione della forma di vita che si esprimeva attraverso quelle strutture e le istituzioni corrispondenti. L'idea che il barbaro appartenga sempre ad una società meno evoluta è però ingenua ...

Dare di più ai padri per far avere di più ai figli - Perchè i tagli alle pensioni e l'allungamento della vita lavorativa aggravano la crisi

Speriamo che affinchè questo passaggio avvenga non sia necessario soffrire così profondamente come accadde tra le due guerre mondiali, quando ci volle la disoccupazione di massa e la morte di milioni di persone che la fiducia nel laissez faire, da un lato, e nei "duci", dall'altro, era peggiore del male. Ma se, come la crisi che si protrae da trent'anni e il collasso finanziario del 2008 lasciano intravedere, la storia si ripeterà in maniera così becera, magari sostituendo ai dittatori che si avvalevano della violenza, dei leader che fanno leva sulla propaganda suasiva o dei tecnici che nascondono la loro incapacità dietro a formule salvifiche, vuol dire che, pur nel suo inguaribile ottimismo, Erich Fromm aveva ...

E se il lavoro fosse senza futuro?

Perché la crisi del capitalismo e quella dello stato sociale trascinano con sé il lavoro salariato

 

Opera pubblicata in sei quaderni di formazione on line

Decrescita e altre scorciatoie

Reddito di cittadinanza? Critica di una scorciatoia sbagliata

“Reddito minimo e il lavoro esce dalla schiavitù”, titola l’articolo di Piero Bevilacqua ...

Lavori socialmente utili o redistribuzione del lavoro ?

Ogni tentativo di trascendere il rapporto di lavoro salariato quando questo rapporto assicura il normale svolgimento della  ...

Emeroteca

Intervista a Giovanni Agnelli (Senior)

La Stampa della Sera del 29-30 Giugno 1932. Intervistatore: Ma praticamente quale dovrebbe essere ora il mezzo ? Senatore Giovanni Agnelli: Ridurre le ore di lavoro, aumentando proporzionalmente il salario ... Continua la lettura su

- Archivio Storico de La Stampa ...

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- Leggi la trascrizione dell'articolo

- Carteggio Einaudi - Agnelli (fonte www.luigieinaudi.it)

Luigi Eiunaudi - La questione delle 8 ore di lavoro

... ... credo che allora soltanto una legislazione sul lavoro, quale è quella vagheggiata dall’Albertini, sarà possibile quando le classi lavoratrici eserciteranno una pressione più forte sugli organi legislativi e  ... Continua la lettura su ...

- Link esterno sul sito Critica Sociale

- Scarica il pdf dell'articolo di Luigi Einaudi

- Scarica il pdf del Libro La questione delle 8 Ore di Luigi Albertini

Il Capitale - Libro I Capitolo VIII -

La giornata lavorativa

Tutti i limiti, di morale e di natura, di sesso e di età, di giorno e di notte, furono spezzati. Perfino i concetti di giorno e di notte, che nei vecchi statuti erano semplici, alla contadina, si confusero tanto che un giudice inglese del 1860 dovette ricorrere a un acume veramente talmudistico per spiegare "con valore di sentenza" quel che sia la notte e quel che sia il giorno. Il capitale celebrava le sue orge. ... continua la lettura ...

Come le maree che si susseguono ciclicamente, si torna a parlare di tagli alle pensioni.  Questa volta in rapporto alla proposta di finanziamento del cosiddetto “reddito di cittadinanza” avanzata dai Cinque Stelle.  Interviene sul Fatto Economico del 20 dicembre il Prof. Arrigo (Taglio alle pensioni d’oro:  ecco perché non si può parlare di un’ingiustizia) per sostenere che, anche se si procedesse a tagli a partire da un ammontare di 3.000 euro lordi mensili, non ci sarebbe alcuna ingiustizia. ... Continua ...

Il Pil è morto, lunga vita al PIL

Commento di Giovanni Mazzetti all'articolo del Prof. Andrea Zohk

Egregio Prof. Andrea Zhok,

ho trovato la sua “provocazione” sul PIL, pubblicata sull’Espresso del 22 ottobre, estremamente lucida e coerente. Provo a fare qualche breve riflessione aggiuntiva sul tema che spero possa interessarla.

Perché qualcuno - ma certamente non Kutnes, né Keynes che lo consideravano solo come una misura del prodotto monetario - ha accostato il PIL al benessere?  Per la semplice ragione che fino a ieri la misura della soddisfazione dei bisogni della società era più o meno grossolanamente fornita dalla quantità di lavoro erogata nel periodo considerato ... Continua ...

TREDICI TESI

PER LA LIBERTÀ CHE MANCA

(Introduzione dell'opera Alla scoperta della libertà che manca pubblicato in 5 quaderni di formazione online)

I

Nella nostra società siamo abituati a considerare la libertà della quale godiamo come un semplice dato, cioè come un qualcosa di cui ciascuno di noi sarebbe titolare per natura e la cui forma sarebbe, quindi, univoca e insuperabile.  Questo luogo comune è però contraddetto dalla storia. Gli esseri umani hanno di volta in volta dovuto produrre la specifica libertà che ha finito col caratterizzare le loro relazioni, consentendo un coerente svolgimento della loro esistenza collettiva e un superamento delle preesistenti limitazioni.  Anche se poi hanno quasi sempre vissuto la nuova conquista con la nostra stessa ingenuità odierna, cioè come un qualcosa di “naturale”, di “definitivo”

... Continua ...

Perchè è necessario ridurre l'orario di lavoro e come è possibile farlo

 

MARTEDI 5 GIUGNO

 

Sala teatro Odeon, Università La Sapienza di Roma

Museo dell'arte classica, retro dell'edificio di Lettere e Filosofia

Interviste, saggi

The means to prosperity

John Maynard Keynes

(link esterno)

If our poverty were due to famine or earthquake or war—if we lacked material things and the resources to produce them, we could not expect to find the Means to Prosperity except in hard work, abstinence, and invention. In fact, our predicament is notoriously of another kind. It comes from some failure in the immaterial devices of the mind, ...

"Siamo già nel 1929..."

Intervista di Valentino Parlato a Federico Caffè del 14/11/1979 - il Manifesto ... continua ...

Quaderni di Formazione

Periodico di formazione on line a cura del centro studi e iniziative per la riduzione del tempo individuale di lavoro e per la redistribuzione del lavoro sociale complessivo

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Giovanni Mazzetti,

Responsabile del Centro Studi e Iniziative dell'Associazione per la Redistribuzione del Lavoro

Ultima modifica: 31 Ottobre 2018