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“Di fatto, il regno della libertà comincia soltanto là dove cessa il lavoro determinato dalla necessità e finalità esterna; si trova quindi per sua natura oltre la sfera della produzione materiale vera e propria... La libertà in questo campo può consistere soltanto in ciò, che l’uomo socializzato, cioè i produttori associati, regolano razionalmente questo loro ricambio organico con la natura, lo portano sotto il loro comune controllo, invece di essere da esso dominati come da una forza cieca; che essi eseguano il loro compito con il minore possibile impiego di energia e nelle condizioni più adeguate alla loro natura umana e più degne di essa. Ma questo rimane sempre un regno della necessità. Al di là di esso comincia lo sviluppo delle capacità umane, che è fine a se stesso, il vero regno della libertà, che tuttavia può fiorire soltanto sulle basi di quel regno della necessità. Condizione fondamentale di tutto ciò è la riduzione della giornata lavorativa". (Karl marx - Il Capitale - Libro Terzo - Cap. 48 - Pag. 933 Editori Riuniti)

Quaderni di Formazione online

Perchè è necessario ridurre l'orario di lavoro e come è possibile farlo

 

MARTEDI 5 GIUGNO

 

Sala teatro Odeon, Università La Sapienza di Roma

Museo dell'arte classica, retro dell'edificio di Lettere e Filosofia

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Approfondimenti

Quando la disoccupazione permane è appunto perché il capitale non riesce a “ricolonizzare” il tempo reso superfluo, e lo lascia a disposizione degli individui, i quali, non avendo un'altra socialità produttiva oltre al capitale e allo stato, non sanno come utilizzarlo alternativamente.

...

La libertà, come abbiamo già accennato e come lo stesso Gorz d'altronde in alcuni suoi scritti incidentalmente riconosce, poggia sulla necessità, perché non si può essere liberi se si è privi di ciò che è necessario

...

Insomma, il perseguimento coerente dell'obiettivo della riduzione del tempo di lavoro può essere solo la manifestazione di una forma dell’individualità che non si sente «padrona di sé», né nel macro-sociale, né nel microsociale, e pertanto agogna a sottomettere a sé sia le condizioni generali di questa padronanza, cioè il tempo complessivamente di lavoro reso superfluo, sia quelle particolari, cioè le forme determinate della ricchezza umana interpersonale che, pur essendo state prodotte e riguardandolo, nella maggior parte dei casi non sono ancora sue.

Contro la barbarie sulla previdenza

Dini, Amato Maroni, Fornero, Monti, Renzi, Boeri; come un popolo di ignoranti ha distrutto un patrimonio culturale fondamentale.

Ciò che chiamiamo barbarie è, in genere, un comportamento distruttivo. Rinvia ad uccisioni di massa, alla devastazione di templi, edifici pubblici, residenze vie di comunicazione, e di altri elementi di una civiltà da parte di popolazioni meno acculturate. Un evento ripetutosi spesso nella storia, che ha comportato la disgregazione della forma di vita che si esprimeva attraverso quelle strutture e le istituzioni corrispondenti. L'idea che il barbaro appartenga sempre ad una società meno evoluta è però ingenua ...

Quel Pane da spartire

Teoria generale della necessità di redistribuire il lavoro

La conferma intuitiva della sensatezza dell'approccio alternativo che qui proponiamo viene d'altra parte fornita proprio dalla storia. Infatti attualmente un lavoratore lavora meno della metà del tempo rispetto ai lavoratori di inizio del secolo scorso, ma riceve in cambio un ammontare di beni e di servizi che è di trenta quaranta volte superiore.

Se esistesse un vincolo economico insuperabile, sulla base del quale ogni riduzione d'orario dovrebbe necessariamente comportare una diminuzione di salario, ciò sarebbe stato impossibile.

E se il lavoro fosse senza futuro?

Perché la crisi del capitalismo e quella dello stato sociale trascinano con sé il lavoro salariato

 

Opera pubblicata in sei quaderni di formazione on line

Decrescita e altre scorciatoie

Reddito di cittadinanza? Critica di una scorciatoia sbagliata

“Reddito minimo e il lavoro esce dalla schiavitù”, titola l’articolo di Piero Bevilacqua ...

Lavori socialmente utili o redistribuzione del lavoro ?

Ogni tentativo di trascendere il rapporto di lavoro salariato quando questo rapporto assicura il normale svolgimento della  ...

Emeroteca

Intervista a Giovanni Agnelli (Senior)

La Stampa della Sera del 29-30 Giugno 1932. Intervistatore: Ma praticamente quale dovrebbe essere ora il mezzo ? Senatore Giovanni Agnelli: Ridurre le ore di lavoro, aumentando proporzionalmente il salario ... Continua la lettura su

- Archivio Storico de La Stampa ...

- Scarica il pdf originale dell'articolo

- Leggi la trascrizione dell'articolo

- Carteggio Einaudi - Agnelli (fonte www.luigieinaudi.it)

Luigi Eiunaudi - La questione delle 8 ore di lavoro

... ... credo che allora soltanto una legislazione sul lavoro, quale è quella vagheggiata dall’Albertini, sarà possibile quando le classi lavoratrici eserciteranno una pressione più forte sugli organi legislativi e  ... Continua la lettura su ...

- Link esterno sul sito Critica Sociale

- Scarica il pdf dell'articolo di Luigi Einaudi

- Scarica il pdf del Libro La questione delle 8 Ore di Luigi Albertini

Il Capitale - Libro I Capitolo VIII -

La giornata lavorativa

Tutti i limiti, di morale e di natura, di sesso e di età, di giorno e di notte, furono spezzati. Perfino i concetti di giorno e di notte, che nei vecchi statuti erano semplici, alla contadina, si confusero tanto che un giudice inglese del 1860 dovette ricorrere a un acume veramente talmudistico per spiegare "con valore di sentenza" quel che sia la notte e quel che sia il giorno. Il capitale celebrava le sue orge. ... continua la lettura ...

Come le maree che si susseguono ciclicamente, si torna a parlare di tagli alle pensioni.  Questa volta in rapporto alla proposta di finanziamento del cosiddetto “reddito di cittadinanza” avanzata dai Cinque Stelle.  Interviene sul Fatto Economico del 20 dicembre il Prof. Arrigo (Taglio alle pensioni d’oro:  ecco perché non si può parlare di un’ingiustizia) per sostenere che, anche se si procedesse a tagli a partire da un ammontare di 3.000 euro lordi mensili, non ci sarebbe alcuna ingiustizia. ... Continua ...

Il Pil è morto, lunga vita al PIL

Commento di Giovanni Mazzetti all'articolo del Prof. Andrea Zohk

Egregio Prof. Andrea Zhok,

ho trovato la sua “provocazione” sul PIL, pubblicata sull’Espresso del 22 ottobre, estremamente lucida e coerente. Provo a fare qualche breve riflessione aggiuntiva sul tema che spero possa interessarla.

Perché qualcuno - ma certamente non Kutnes, né Keynes che lo consideravano solo come una misura del prodotto monetario - ha accostato il PIL al benessere?  Per la semplice ragione che fino a ieri la misura della soddisfazione dei bisogni della società era più o meno grossolanamente fornita dalla quantità di lavoro erogata nel periodo considerato ... Continua ...

TREDICI TESI

PER LA LIBERTÀ CHE MANCA

(Introduzione dell'opera Alla scoperta della libertà che manca pubblicato in 5 quaderni di formazione online)

I

Nella nostra società siamo abituati a considerare la libertà della quale godiamo come un semplice dato, cioè come un qualcosa di cui ciascuno di noi sarebbe titolare per natura e la cui forma sarebbe, quindi, univoca e insuperabile.  Questo luogo comune è però contraddetto dalla storia. Gli esseri umani hanno di volta in volta dovuto produrre la specifica libertà che ha finito col caratterizzare le loro relazioni, consentendo un coerente svolgimento della loro esistenza collettiva e un superamento delle preesistenti limitazioni.  Anche se poi hanno quasi sempre vissuto la nuova conquista con la nostra stessa ingenuità odierna, cioè come un qualcosa di “naturale”, di “definitivo”

... Continua ...

Perchè è necessario ridurre l'orario di lavoro e come è possibile farlo

 

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Interviste, saggi

The means to prosperity

John Maynard Keynes

(link esterno)

If our poverty were due to famine or earthquake or war—if we lacked material things and the resources to produce them, we could not expect to find the Means to Prosperity except in hard work, abstinence, and invention. In fact, our predicament is notoriously of another kind. It comes from some failure in the immaterial devices of the mind, ...

"Siamo già nel 1929..."

Intervista di Valentino Parlato a Federico Caffè del 14/11/1979 - il Manifesto ... continua ...

Quaderni di Formazione

Periodico di formazione on line a cura del centro studi e iniziative per la riduzione del tempo individuale di lavoro e per la redistribuzione del lavoro sociale complessivo

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Risorse della rete

Giovanni Mazzetti,

Responsabile del Centro Studi e Iniziative dell'Associazione per la Redistribuzione del Lavoro

Ultima modifica: 01 Ottobre 2018