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“Di fatto, il regno della libertà comincia soltanto là dove cessa il lavoro determinato dalla necessità e finalità esterna; si trova quindi per sua natura oltre la sfera della produzione materiale vera e propria... La libertà in questo campo può consistere soltanto in ciò, che l’uomo socializzato, cioè i produttori associati, regolano razionalmente questo loro ricambio organico con la natura, lo portano sotto il loro comune controllo, invece di essere da esso dominati come da una forza cieca; che essi eseguano il loro compito con il minore possibile impiego di energia e nelle condizioni più adeguate alla loro natura umana e più degne di essa. Ma questo rimane sempre un regno della necessità. Al di là di esso comincia lo sviluppo delle capacità umane, che è fine a se stesso, il vero regno della libertà, che tuttavia può fiorire soltanto sulle basi di quel regno della necessità. Condizione fondamentale di tutto ciò è la riduzione della giornata lavorativa". (Karl marx - Il Capitale - Libro Terzo - Cap. 48 - Pag. 933 Editori Riuniti)

Novità Editoriale

Biblioteca

Il futuro oltre la crisi

Giovanni Mazzetti

ManifestoLibri, 2016

Che le politiche attuali non siano in grado di rispondere alla crisi risulta sempre più evidente. Il ristagno economico si protrae sostanzialmente dalla fine degli anni Settanta. Ciò accade soprattutto perché manca una vera e propria comprensione della natura della crisi.

Formazione online

Appuntamento con quaderni di formazione online

La conferma intuitiva della sensatezza dell'approccio alternativo che qui proponiamo viene d'altra parte fornita proprio dalla storia.

Infatti attualmente un lavoratore lavora meno della metà del tempo rispetto ai lavoratori di inizio del secolo scorso, ma riceve in cambio un ammontare di beni e di servizi che è di trenta quaranta volte superiore.

Se esistesse un vincolo economico insuperabile, sulla base del quale ogni riduzione d'orario dovrebbe necessariamente comportare una diminuzione di salario, ciò sarebbe stato impossibile.

Il sacrificio (sacer facere = rendere sacro) è un atto mediante il quale si sottrae una cosa, un animale o un essere umano all'uso abitudinario (profano) per offrirlo ad un potere superiore - una forza sovrastante o una divinità - con lo scopo di placare la sua collera, di propiziarselo, di glorificarlo o di ringraziarlo.

Nel nostro caso, i moderni sacerdoti dei sacrifici ci chiedono di "sottrarre all'uso profano", cioè al godimento nella soddisfazione dei bisogni e allo sviluppo, le risorse esistenti ...

<< Siamo già nel 1929>>

 

Sul ' 29 quindi molta esagerazione, oggi anche di tipo celebrativo ?

Ripeto: gli aspetti vistosi del '29 spiegano molte enfasi delle attuali interrogativi, ma quel che veramente mi sorprende, mi appare ingenuo nella domanda <<ci sarà un nuovo 1929 ?>> è che nel ' 29 ci siamo già, ci siamo dentro. Tutti gli aspetti patologici del '29 fanno parte della nostra esperienza: non nella forma catastrofiche di allora, ma in modo endemico, nella forma di un ristagno acquisito nella nostra coscienza, al punto che neppure ce ne accorgiamo.

Intervista di Valentino Parlato a Federico Caffè del 14/11/1979 pubblicata da il manifesto ... continua la lettura

La riduzione delle ore di lavoro nella storia

Intervista a Giovanni Agnelli (Senior)

La Stampa della Sera del 29-30 Giugno 1932. Intervistatore: Ma praticamente quale dovrebbe essere ora il mezzo ? Senatore Giovanni Agnelli: Ridurre le ore di lavoro, aumentando proporzionalmente il salario ... Continua la lettura su

- Archivio Storico de La Stampa ...

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- Carteggio Einaudi - Agnelli (fonte www.luigieinaudi.it)

Luigi Eiunaudi - La questione delle 8 ore di lavoro

... ... credo che allora soltanto una legislazione sul lavoro, quale è quella vagheggiata dall’Albertini, sarà possibile quando le classi lavoratrici eserciteranno una pressione più forte sugli organi legislativi e  ... Continua la lettura su ...

- Link esterno sul sito Critica Sociale

- Scarica il pdf dell'articolo di Luigi Einaudi

- Scarica il pdf del Libro La questione delle 8 Ore di Luigi Albertini

Il Capitale - Libro I Capitolo VIII -

La giornata lavorativa

Tutti i limiti, di morale e di natura, di sesso e di età, di giorno e di notte, furono spezzati. Perfino i concetti di giorno e di notte, che nei vecchi statuti erano semplici, alla contadina, si confusero tanto che un giudice inglese del 1860 dovette ricorrere a un acume veramente talmudistico per spiegare "con valore di sentenza" quel che sia la notte e quel che sia il giorno. Il capitale celebrava le sue orge. ... continua la lettura ...

Editoriali

Perché la sinistra radicale sarà sconfitta di nuovo

Per cambiare non basta volerlo fare, né impegnarsi a farlo, occorre imparare a realizzarlo. E per imparare si debbono riconoscere i limiti contro i quali la storia ha dimostrato che la propria azione va a cozzare, mentre l’iniziativa volontaristica sfocia inevitabilmente in una sterile coazione a ripetere, che pretende di ignorare quei limiti.

Marx e Keynes, per non banalizzare le forme dei conflitti di classe

Può chi si schiera a favore della classe lavoratrice determinare un corto circuito tale da ostacolare lo stesso processo di emancipazione per cui si batte? Purtroppo sì. Come ripete insistentemente Marx, prendendosela con le lotte fallimentari dei suoi contemporanei, una cosa è essere depositari della volontà di cambiare le cose, un’altra è aver sviluppato la capacità di farlo

Può il denaro contenere la ricchezza umana che abbiamo prodotto ?

Fissiamo innanzi tutto un punto fermo: il denaro è la nostra ricchezza. Questa può sembrare un’osservazione banale. Ma come vedremo, dietro questa apparente banalità si nasconde una moltitudine di problemi. Esplicitiamo in che senso dobbiamo riconoscere che il denaro è la nostra ricchezza, perché spesso le cose che più influenzano la nostra vita passano inosservate.

Cu cu ... e il denaro non c'è più

Il fondo-sermone di Sartori, «L'idea dei soldi come manna», pubblicato qualche tempo fa dal Corriere della sera sembra essere la ripetizione dell'anatema di Brunetta: «Sgobbate gente, sgobbate ... perché solo la fatica e la sottomissione vi salveranno dal castigo economico»

Il Presidente dell’INPS è nudo

.... Si pensa di solito che, a differenza del volgo, l’intellettuale sappia accostarsi ai fenomeni approfondendoli criticamente. Dovrebbe cioè trascendere l’ingenuità dell’uomo della strada, che interpreta ciò che accade affidandosi acriticamente al sentito dire. Per questo, dopo un trentennio di allarmi sulla previdenza, con ben sette interventi legislativi, i l governo Renzi ha recentemente pensato di mettere alla testa dell’INPS un intellettuale, il Prof. Tito Boeri.

Uscire dalla crisi ? Non c’è via maestra, né scorciatoie, solo impervi sentieri!

Chiunque abbia l’intenzione, o anche solo il bisogno, di far fronte alla crisi, deve ovviamente interrogarsi sulle vie da intraprendere per conseguire quel risultato, visto che nessuno può aspettarsi che venga da sé. Ed è in questo processo di sofferto confronto con la realtà che la società e gli individui che ne fanno parte possono dimostrare la loro maturità o il perdurare della loro immaturità.

Non servono “moniti”, se manca una bussola!

Se la mia lettura del pensiero di Keynes è corretta, la crisi è la conseguenza di uno straordinario sviluppo: le condizioni economiche dei paesi sviluppati sono infatti cambiate così radicalmente da far emergere un’insormontabile difficoltà a riprodurre il lavoro salariato sulla scala necessaria a garantire il pieno impiego. Ma se questo è vero non si tratta affatto della questione del futuro dell’euro, bensì di quella del destino del rapporto di valore.

La riduzione del tempo di lavoro sulle due sponde dell'Atlantico

Dialogo tra Benjamin Hunnicutt e Giovanni Mazzetti

Media

Risorse della rete

Giovanni Mazzetti,

Responsabile del Centro Studi e Iniziative dell'Associazione per la Redistribuzione del Lavoro

L'esperienza svedese

 

Reddito di cittadinanza? Critica di una scorciatoia sbagliata

“Reddito minimo e il lavoro esce dalla schiavitù”, titola l’articolo di Piero Bevilacqua ...

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Iniziative

Lavori socialmente utili o redistribuzione del lavoro ?

Ogni tentativo di trascendere il rapporto di lavoro salariato quando questo rapporto assicura il normale svolgimento della riproduzione degli ...

Biblioteca

Prospettive economiche per i nostri nipoti

John Maynard Keynes

 

...In questo saggio, tuttavia, mio scopo non è di esaminare il presente o il futuro immediato, ma di sbarazzarmi delle prospettive a breve termine e di librarmi nel futuro ...

 

Turni di tre ore e settimana lavorativa di quindici ore possono tenere a bada il problema per un buon periodo di tempo. Tre ore di lavoro al giorno, infatti, sono più che sufficienti per soddisfare il vecchio Adamo che è in ciascuno di noi.

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Gli austeri (Puntata di Report del 12/05/2013)

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Redistribuire il lavoro intervista di Ascanio Bernardeschi a Giovanni Mazzetti

Michele Buono è partito dalle parole di Keynes nell'intervista alla BBC del 1942

Interviste

Seminari sulla crisi (9 video)

Archivio Centro studi

Ultima modifica: 31 Gennaio 2017